affinché, un giorno non si dica: "i tempi erano oscuri, perché voi avete taciuto"
martedì 22 agosto 2023
il granchio populista
lunedì 26 giugno 2023
HO MANIFESTATO
Ho manifestato con la convinzione che le famiglie arcobaleno non sono una minaccia o un oltraggio per la nostra, non la sminuiscono, non la privano di nulla, sono un'altra famiglia con le sue dinamiche e la sua vita, come la nostra. Per me, la genitorialità non è un diritto, ma nemmeno un dovere e soprattutto un privilegio, ma un'assunzione di responsabilità verso la vita ed il futuro. E per ciò va tutelata, e va garantito che i figli possano vivere nel rispetto, l'affetto la serenità.
E va preso atto che la società è, ormai, più avanti di certe impostazioni, che nel mondo, negli stati attorno a noi le cosi dette famiglie arcobaleno sono un dato di fatto, assodato, e contribuiscono attivamente al progresso dei loro paesi. Qui in Italia invece si vuole siano oggetto di scontro. Si preferiscono norme proibitive o volutamente mal scritte in modo da poter alimentare disagio da un lato, timore dall'altro, per mero fine propagandistico alla fine. A costo di contrastare l'evidenza. E si va volontariamente confusione, proprio a tal scopo. Per esempio tirando in ballo la maternità surrogata. Peccato che nel caso in questione parliamo di bambini nati "tradizionalmente", non solo, ci sarebbe da dire, anche, che, a prescindere da come la si pensi, che sono molte più le coppie etero a ricorrervi che non quelle omo.
Personalmente io ho molti dubbi sulla pratica, penso però, che che sulla questione in questo caso, si debba arrivare ad una posizione per lo meno europea, senza le derive penalistiche che alcune fazioni italiane suggeriscono, poiché penso che questo tipo di posizioni siano sempre l'anticamera di altre contrazioni degli spazi democratici. Dobbiamo, come europei, addivenire a norme condivise precise, che soprattutto evitino mercificazioni umane, lesione di dignità personale e disparità di censo, come si hanno, per esempio, nel caso delle adozioni, altra questione complessa e delicata nel campo della genitorialità e del diritto di famiglia.
Tornando, però, al punto in questione, ho ritenuto necessario essere a Padova a dare la mia solidarietà alle decine di famiglie che la Procura con la sua decisione ha gettato nell'angoscia. Famiglie che si sono sentite schiacciate perché minoranza in quanto arcobaleno, e minoranza nella minoranza LGBT, come ha ricordato una delle mamme coinvolte. Ci sono dei figli a cui lo Stato ha mostrato il suo volto truce e burocratico. Non si sa come mai, proprio ora, forse per mostrarsi allineato all'attuale stagione di Potere. Potere che necessita sempre di qualcuno da indicare come oggetto di problema al resto dell'opinione pubblica, per mantenere sempre alto il livello di tensione, per rinfocolare il vetusto, ma sempre efficace, "divide et impera" e tenere il popolo sempre su di giri, così si ragiona meno e si segue chi urla di più.
Indicare un "nemico" funziona sempre, purtroppo anche il così detto "campo progressista" non sfugge spesso a questo gioco, alimentando una logica perversa e un circolo vizioso, che oggi, purtroppo, si sfoga contro delle semplici famiglie.
E' di fatto, la mera trasposizione, alla fine di ogni infingimento, della primitiva dottrina che "la Ragione è del più forte". Per tutto quello che mi è stato insegnato dai miei genitori, è impensabile che possa sottrarmi all'opporvisi.
martedì 20 giugno 2023
DIREZIONE PD del 19 giugno. Tra Palco e Realtà.
E' andata in scena ieri la Direzione nazionale del PD. Monologo della segretaria a cui seguirà direzione di replica... Boh, onestamente preferivo il vecchio sistema in cui poi si discuteva la relazione... ciò detto, dico due parole qui, a me stesso sostanzialmente, visto che il video non ammette commenti e non esistono luoghi dove discuterne, visto che i circoli, o almeno il mio, disquisiscono al massimo su whatsapp, quanto va bene (sono iscritto da 8 mesi, non ho mai avuto il piacere di partecipare a una riunione di circolo). La segretaria, tra diverse citazioni musicali contemporanee, cerca di spiegare il senso del suo agire e tracciare le linee della mobilitazione, da qui alle europee.
Rapidamente alcuni concetti:
- attacchi a Renzi... anche basta, segretaria, lei deve la sua prima candidatura/elezione proprio all'innominato, quando contesta il fuoco amico, si ricordi quello subito da lui, quando contesta le sue scelte ricordi che sono state votate a larghissima maggioranza dal partito (fa specie che ci siano un sacco di smemorati o pusillanimi che non rivendichino ciò), Renzi ha sicuramente sciupato un gran capitale politico, in primis per non aver saputo creare condivisione, ma certo ha avuto -ed ha - grandi intuizioni - proporzionate all'ego - detto questo non si può continuamente evocarlo ad usum interno. Aumenta solo le acredini nel campo di centro sinistra e fa si che il clima resti sempre avvelenato.
- apertura nuovi circoli... forse è meglio prima manutentare l'esistente e aprire circoli nei luoghi di lavoro, mi pare un po' avveniristico, credo manchi completamente il senso di cosa siano le aziende oggi, cosa voglia dire aprire un sezione interna e soprattutto, se si vuole farlo nelle fabbriche, forse converrebbe fare ammenda delle troppo pulsioni antiindustriali che alimentano il suo "nuovo corso".
- infine, qualche slogan in meno e qualche direttiva più chiara, non basta richiamarsi a valori o ideali del passato, servono elaborazioni nuove, non basta gridare al lupo della destra, ma capire il perché della sua maggior sintonia col paese, non serve un velleitario ottimismo, ma prendere atto della natura delle paure e ritrosie di questo paese e affrontarle con pazienza e trasparenza, senza vuote formule.
- PSE pensare che le europee andranno bene perché si ambisce ad essere la prima o seconda componente del PSE è come dire che si gareggia giusto per arrivare tra i primi dieci. Il PSE rischia di essere marginale nel prossimo parlamento, se non elabora una sua puntuale e concreta piattaforma politica e soprattutto non trova un intesa forte con ALDE e PPE, che rischiano, particolarmente quest'ultimo di variare sensibilmente le proprie linee di indirizzo da qui ai prossimi 5 anni, se anziché in un contesto di dialogo costruttivo, si preferisce fin da subito gridare alla mutazione genetica.
giovedì 27 aprile 2023
Se la Green Economy diventa elitaria...
Non sempre sembra chiaro al mondo ambientalista ed ai governi che fanno scelte "green" la necessità che queste abbiano sufficiente socializzazione e condivisione da parte dell'opinione pubblica e più in generale del corpo sociale. Troppo spesso queste politiche sono fatte con improvvise sterzate e accelerazioni, magari accompagnate da campagne mediatiche piuttosto enfatiche
Come diceva Pertini, parlando dell'importanza di coniugare la difesa della Libertà alla Giustizia Sociale, di che Libertà volete parli un uomo che non ha di che sfamarsi? Sarà libero di bestemmiare tutta al più. Si rischia lo stesso con la transizione ecologica. Cosa volete freghi della transizione energetica, della lotta al cambiamento climatico, della decarbonizzazione dell'economia e della sostenibilità ambientale a chi si trova in ristrettezze pesanti, subisce il caro energia, perde l'impiego, si trova fuori dal mercato del lavoro, per gli effetti che le politiche necessarie a conseguire questi obbiettivi, spesso hanno nell'immediato o nel medio periodo, specie verso le fasce sociali più deboli? Sarà pro green economy? O troverà comprensione proprio in quei movimenti che campano sul malcontento e, sposando spesso teorie negazioniste ed in ogni caso antiscientiste, finirà per essere motore di opposizione a questa revisione del nostro modello di sviluppo, nonostante questa sia necessaria?
Pensiamo si possa fare la svolta verde a spese delle aree sociali e geografiche del mondo più deboli? Pensiamo che ci sarà entusiasmo in quei settori, che spesso sono quelli più "labour intensive" (ossia a più elevato fabbisogno occupazionale), come l'industria dell'automobile e la siderurgia , che nella transizione, specie nella versione a tappe forzate che si sta imponendo nella UE ci sarà supporto? O ci sarà da quelli che potrebbero trovarsi ad avere un auto che non può circolare nella maggior parte della rete viabilistica e che risulterà invendibile tra qualche anno? Una recente serie di studi dimostra che ampie fasce sociali guardano alla conversione ecologica non con entusiasmo, ma forte preoccupazione, trovandosi già oggi in difficoltà sociale. Questi gruppi ritenete possano essere sensibili ad una retorica iperentusiasta sulla green economy? O saranno forse più propensi a discorsi populisti, para negazionisti e sostanzialmente protezionisti? La Sinistra deve porsi il tema, se alla fine non vuol davvero rappresentare solo le fasce economicamente benestanti, ma progressivamente minoritarie e spesso imbelli.
E ampliando lo sguardo alla geopolitica, da un punto di vista internazionale il socialismo europeo, l'UE in senso lato deve anche porsi il tema nel lungo periodo di come cambieranno talune situazioni socioeconomiche in paesi oggi stabili, o comunque non in fibrillazione le cui economie si reggono essenzialmente sulla vendita di idrocarburi. Intere aree geografiche potrebbero scivolare dall'opulenza alla miseria, non tutti i paesi "del petrolio e affini" sta affrontando con lungimiranza la questione. Alcuni sì, ma molti preferiscono ancora lucrare al massimo. Potrebbero diventare domani aree di forte instabilità per conflitti, migrazioni, contribuendo a mantenere agitato lo scenario globale della comunità internazionale. Dove magari l'occidente non sarà più il dominus e quindi potremmo avere a che fare con nuovi paradigmi di governo.
Insomma per quelle forze che dichiarano di volere un progresso equo, sostenibile e condiviso bisogna iniziare ad avere più consapevolezza della situazione, porsi il problema di dialogare con chi rischia di essere travolto dalla transizione ed approcciarsi con meno retorica.
domenica 5 marzo 2023
Un grillo spaventa il sovranista. Tempi complessi e banalizzazioni nocive.
E' recente la decisione della UE di consentire la commercializzazione di alcuni prodotti alimentari derivanti dalla lavorazione di insetti. Ovviamente, come da copione c'è stata l'immediata levata di scudi delle associazioni del mondo agrozootecnico e di categoria nostrane, unitamente a varie forze politiche, per lo più di centro destra, con la nostra eroica Presidente del Consiglio in testa (sic!). Centro sinistra sostanzialmente non pervenuto. M5S si dice fosse tra il panico e il gaudioso nell'aver visto il titolo: "si può mangiare il Grillo". Tornando alle levate di scudi... è partita la solita serie di contumelie rivolte ai burocrati di Bruxelles che attaccano le eccellenze enogastroculinarie italiane, le eccellenze della dieta mediterranea e così via.
Or bene, richiamato il fatto che il consumo di prodotti con farine a base di insetti non è OBBLIGATORIO, ma è stato consentito dalla UE per alcuni prodotti specifici, che hanno ottemperato al rispetto degli standard di sicurezza alimentare comunitari - esattamente come gli altri prodotti - e ricordato che il consumo per l'alimentazione umana è diffuso in tanta parte del globo, non che il fatto che noi comprendiamo tra le "eccellenze della nostra dieta" i crostacei che degli insetti sono primi cugini, vorrei brevemente esprimere il mio pensiero sulla questione e come il dibattito pubblico che si sta sviluppando sul tema dia da un lato la ridotta cifra culturale di tanta parte della nostra opinione pubblica, anche tra chi avrebbe ruolo di classe dirigente, rivelandosi impreparato all'approfondimento di temi complessi, ma anche dia il segno vero di cosa sia la destra sovranista oggi, specchio della nostra società fissa solo sul presente, non incapace, ma non volente assumersi le proprie responsabilità verso il futuro, sostanzialmente emotiva ed egoista. Il sovranismo è questo, convincersi che standosene per i fatti propri, i problemi globali staranno fuori dalla porta, che rispondere con "a me non interessa" e magari sbertucciando e banalizzando chi pone questioni articolare su questioni che richiedono la fatica dell'ascolto e della comprensione, ed anzi assecondare le diffidenze fondate sul preconcetto alla fine risolva le questioni. Forse genera consenso, di certo rende impreparati nel momento in cui i nodi arrivano al pettine.
Il tema della sicurezza alimentare, intesa come certezza che ciascuno abbia soddisfazione del proprio fabbisogno nutrizionale, in un mondo di oltre 8 miliardi di individui, scosso da profonde crisi, dove la parte più ricca dipende anche dalle più povere per i suoi fabbisogni, non è una questione che non riguarda noi occidentali, anzi, gli studi e le evidenze che anche da qui da noi ci sono ormai tutte.
Così come è indiscutibile la produzione di massa di carne agli attuali livelli di consumo e ancor più a quelli che sarebbero necessari per soddisfare un'analoga richiesta da parte di tutti gli 8mld di cui sopra, non sia sostenibile, in termini di emissioni di anidride carbonica e metano - quindi in termini di impatti climatici - ma nemmeno in termini di consumo di acqua e contaminazione dei suoli e della risorsa idrica. Senza contare i rischi legati ai patogeni che spesso si sviluppano negli allevamenti.
Per capirci e per evitare polemiche inutili, non stiamo parlando del piccolo allevamento di campagna dove andiamo a prendere prodotti tipici, o della macelleria sotto casa, ma degli allevamenti intensivi (di cui potremmo anche discutere del trattamento degli animali in termini di benessere), quelli che per intenderci, riempiono all'infinito, gli sterminati scaffali della grande e grande e grandissima distribuzione.
Il tema, quindi, di variare la nostra dieta per consumare meno carne - e solo di buona qualità - ed allevata in modo più sostenibile e nel contempo garantire il fabbisogno alimentare della popolazione globale ed anche il fabbisogno nutrizionale esiste, è presente ed è cogente checché ne dica il Ministro del made in Italy e i guru Slow Food. I prodotti derivanti dagli insetti possono essere una risposta a una questione così articolata e complessa? Assolutamente sì. come lo possono essere le alghe, e, forse più avanti i cibi sintetici, su cui è partita la medesima pantomima.
Buttarla, come si dice a Roma, in caciara come fanno ormai abitualmente varie associazioni categorie e molto spesso dalle parti del centro destra italiano, magari permette di avere ritorni di consenso nell'immediato, ma è un esercizio miope ed egoista che serve solo a far perdere tempo alla conversione verso modelli di produzione alimentare più sostenibili, più adeguati ad un mondo con meno risorse e più bisogni e ad impedire l'insediamento di nuove attività, in linea con le esigenze che ci si parano davanti, rendendoci più vulnerali domani. Rischiamo un domani non lontano, in cui una buona dieta sarà un privilegio. E questo lo dovremo al modo in cui affrontiamo i problemi oggi.
venerdì 3 marzo 2023
Calici amari e lunghi cammini
Con una decisione personale non facile, ho ritenuto di chiudere la mia permanenza nel PSI. Ritengo sia un'esperienza esaurita, nei 5 anni dal 2018, quanto mi reiscrissi per portare un modesto contributo alla ristrutturazione dal basso del centro sinistra, mi sono trovato in un contesto sostanzialmente esangue, rivolto costantemente al passato, avvinto da beghe inspiegabili, incapace di produrre novità, anzi, con la capacità pervicace di ostacolarle. Si veda per esempio il travaglio delle Regionali Venete. Tutto ciò nonostante l'indubbia generosità e vitalità intellettuale di taluni compagni, cui vanno la mia stima, affetto e ammirazione. Da ultimo, dopo il disastro del 2022, anziché produrre finalmente una profonda riflessione, per far si che non si fosse sostanzialmente un'associazione reducistica, si è scelta una inspiegabile centralizzazione, con epurazioni, per altro malcondotte. E singolari riallineamenti a livello locale. Nel corso del tempo le mie motivazioni sono scemate, così come l'entusiasmo e l'impegno. Ma la convinzione della necessità di partecipare alla vita pubblica del centro sinistra, per ricostruire una prospettiva culturale, programmatica, politica e organizzativa diversa all'umore generale e al sovranismo dilagante, non è mai stata messa in forse.
Ecco perché non ho potuto che fare l'unica, seppur difficoltosa cosa logica. Nel centrosinistra esiste, nonostante le batoste, un solo soggetto politico effettivamente (ancora) seppur malconcio, strutturato, che ha una funzione e una dimensione ancora sufficiente ad espletare un ruolo. Ed è il Partito Democratico, certo in crisi profonda, in contraddizione, frastornato. Piaccia o meno, però, è quello che c'è. Ormai è chiaramente nel PSE, e, ribadisco, la fisionomia politica che esso si da, determina l'espressione del socialismo europeo in Italia. Insomma il GP di formula 1 lo fai con Ferrari se ce l'hai, altrimenti corri anche con la 500 se non hai alternative.
Mi sono pertanto deciso all'adesione per poter partecipare al dibattito congressuale. Non vi è stato granché, v'è da dirlo, qualche discussione via social, ho partecipato ad un poco entusiasmante congresso zonale, mi sono letto le mozioni.
Ho ritenuto di sostenere Bonaccini perché ha tracciato chiaramente l'identità che secondo lui debba avere il PD: laburista socialdemocratica, con tanto di citazioni di Pertini e soprattutto Turati. Una piattaforma solida, forse non entusiasmante, ma credibile, ha cercato - errando forse - di far ragionare, più che emozionare. In una società emotiva e in un contesto dove a sinistra piace tanto la retorica, un azzardo.
Infatti è andata come è andata. La riduzione degli iscritti ha reso le primarie un'incognita e alla fine è stata premiata la proposta simbolicamente apparsa di maggior cambiamento, a prescindere dai contenuti: pazienza se il background di Bonaccini è ben più di sinistra di quello della Schlein e che quest'ultima su molti temi è apparsa fumosa. Dal punto di vista simbolico emozionale è stata sicuramente più efficace. Si è voluto dare un segnale. A chi non si sa, forse a se stessi.
La sua elezione comporta una destrutturazione del PD in qualcosa di più fluido, meno strutturato e strutturale, insomma più movimento che partito, con un'identità di sinistra lata, movimentista, velleitaria su alcuni temi e per me retorica. In un momento in cui secondo me, invece, servirebbe riavere un partito che sappia essere organizzato, costruire gruppi dirigenti solidi e tradurre in politiche le istanze dei suoi interlocutori sociali, che dovrebbero essere le fasce più in difficoltà, quelle più vulnerabili alle varie crisi e quelle più esposte alle ripercussioni delle future transizioni.
Ovviamente, mi sono messo in gioco e accetto il verdetto, cercherò di dare il mio contributo alla discussione, pur sapendo che su molti temi la mia distanza con il nuovo corso è siderale. Mai saputo emozionare io, sempre stato aridamente pragmatico, penso che oggi serva certamente empatia, ma anche concretezza, non solo belle parole. Vedremo. Io ritengo sarà una fase alla Corbyn, ovverosia entusiasmante per i supporters, ma incapace di interlocuzione con fasce più ampie. Il mio intento è quello di restare, esprimere il mio pensiero, sostenere una posizione vogliamo chiamarla socialista riformista? Certo. Insomma fare quello che si può, tenere una linea e seminare il domani. Nell'unico luogo in cui, io ritengo, allo stato attuale delle cose, sia utile, sia sensato, sia proficuo farlo, perché davvero adesso, nostalgie e velleitarismi sono lussi non più sostenibili.
Che fatica però.
lunedì 3 ottobre 2022
L' Alba del giorno dopo.
Elezioni 2022. E' andata come doveva andare. E non è stata la fine dell'Universo conosciuto. Si sarebbe potuto evitare? Sì se in una delle tante sconfitte subite negli anni il centro sinistra inteso come classe dirigente e corpo sociale avesse davvero imparato qualcosa e provato a riformarsi. Ma così non lo è stato, nemmeno dopo il 2018 quando sarebbe stato quasi inevitabile farlo. Invece, complici anche gli eventi esterni si è galleggiato, con alterne sorti. Ma i problemi sono stati elusi. E perciò si sono aggravati.
Quale idea di paese e futuro, quale piattaforma ideale, quale orizzonte culturale, quale corpo sociale, fossero i riferimenti del centrosinistra e del Partito Democratico in particolare, sono tutte questioni non affrontate, o affrontate in modo caotico, sporadico, contraddittorio, poco credibile. Il centrosinistra da forza motrice di progresso e cambiamento è divenuta forza d'apparato, percepita come lontana, talora ostile.
Nulla è stato fatto per riformare questa situazione, anzi, ci si è limitati ai maquillage o ai cambi di segretario, esecrando sempre il precedente rispetto al nuovo. Nulla è stato fatto in termini di organizzazione, cosa più che mai necessaria, perché alla fine si preferiscono i comitati elettorali che i partiti con una vera vita democratica interna. Ma se la democrazia italiana sta scadendo, lo si deve allo scadimento dei suoi partiti. E duole che sia così anche a sinistra.
Ma non si parte dalle ceneri. Magari da delle macerie e qualche rudere. Ecco perché si ricostruisca, non dimenticando da dove si parte, ponendo il tema di riorganizzare delle strutture, delle idee, una comunità, che esiste ancora e non è così inconsistente, cui va rispetto, ma anche franchezza. Il prossimo congresso del PD non deve essere solo un rebrending o un'alchimia correntizia di dirigenti da ricollocare, ma sia il momento per riflettere su come rifondare il principale soggetto del centrosinistra italiano, affinché sia ampio, coeso e coerente, il rapporto con il terzo polo sia costruttivo e non distruttivo, servirà un rapporto per il futuro, ma non siano le alleanze a dare identità al soggetto. Il congresso del PD deve essere il congresso del centrosinistra riformista italiano che si rigenera. E che ritrova l'antica radice di Filippo Turati, dandosi finalmente una cultura e sopratutto un'idealità.
Ai compagni del PSI dico, il prossimo congresso PSI non sia luogo per faide a Lilliput, ma chieda un congresso del PD aperto per la costruzione della Casa dei Riformisti, prospettiva che abbiamo erroneamente abbandonato 20 orsono per interessi di bottega, eventi avversi e sopratutto nostalgie di un passato meraviglioso, ma che non potrà più tornare.
Io questo mi sento di fare.
Lascio il link di quattro ottime riflessioni, migliori di tutte quelle che potrei fare io.
https://www.rivistailmulino.it/a/un-pd-liberal-socialista
http://www.libertaeguale.it/partito-democratico-il-grande-malato/
https://www.mondoperaio.net/in-evidenza/elezioni-2022-e-tempo-di-fare-chiarezza-di-andrea-frizzera/
https://formiche.net/2022/10/congresso-pd-cazzola/
Lettera aperta al compagno Giovanni Crema
Caro Giovanni ho letto con grande attenzione, comprensione e partecipazione la lettera in cui comunichi pubblicamente la tua decisione ...
-
Si dice che "sono sempre i migliori quelli che se ne vanno...", quando uno ci lascia " era tanto una cara persona", q...
-
Cosa deve succedere ancora, perché il campo del Centro Sinistra la smetta di dividersi tra autolesionisti e lesionisti e inizi costruire...
-
Sì il mondo sembra stia diventando un postaccio. I paesi ex del patto di Varsavia si avviano verso democrazie autoritarie , con chiusure i...

